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killingbambi:

coqbaroque:

anonimoconiglio:

Dice bene su Twitter coqbaroque che “Il 100% dei bambini sotto i due anni non ha mai letto un libro.”* Allora premetto che non sono razzista, ma mi domando se sia giusto dare la cittadinanza a questi neonati che non sanno manco leggere. Coqbaroque la vede come me ma è un po’ più moderato e propone un po’ di tolleranza per il primo anno “ma già dal secondo o capisci la lingua o te ne torni nell’utero!
Io invece mi chiedo cosa facciano i neonati per Questo Paese in fin dei conti. Lavorano, studiano? No. Succhiano solo del NOSTRO Latte Italiano. Latte Italiano DOC che ci viene portato via da fannulloni e bambocci che per giunta hanno la mancanza di pudore da piangere, lamentarsi e SPUTTARE NEL PIATTO DOVE MANGIANO!!1!

È ora di dire basta. Per questo ho fondato assieme a coqbaroque il MoVimento ANTI-Neonati. Perché non è possibile che dopo 5 anni che vengono al mondo chiedano l’ASILO! Basta, föra da i ball!! Che tornino da dove sono venuti.

Non ci interessa se sei di destra o di sinistra. Sottoscrivi se ci tieni a questo paese.


* i DATI, i FATTI ci dicono che secondo le previsioni dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) la fecondità in Italia nel 2012 è stata di 1,42 figli per donna, superiore al minimo di 1,19 del 1995. Inoltre il Nord Italia registra il più alto livello di fecondità dando alla luce un numero maggiori di neonati leghisti, il numero di figli per donna nel 2012 è più alto nel Nord (1,48 nel Nord Ovest, 1,47 nel Nord Est) che nel Centro (1,42) o nel Mezzogiorno (1,33 nel Sud, 1,35 nelle Isole). Conseguenze drastiche e catastrofiche se compariamo queste percentuali con il tasso di mortalità nazionale, che è del 10,3 per mille. Significa che in Italia muoiono tanti NOSTRI anziani (che sanno la lingua, hanno sicuramente pagato le tasse e DATO SUDORE E SANGUE per questo paese) e in cambio otteniamo NEONATI IGNORANTI E PIAGNONI. BASTA!1!

Finalmente un movimento che pensa al futuro dell’Italia!

ROTOLO

Muoro.

Almeno quelli che si amano, facciano qualcosa.

ninnuzza:

Non lo posso sopportare che due persone non si parlino. 
Che non si parlino più. Un uomo e una donna che si amavano per giunta. Gente che si scambiava telefonate roventi o anche solo appassionate durante la notte sbancando i centralini poco tempo prima. Non lo sopporto. 
Che mancanza di curiosità, di sensibilità, che buio, che cecità, che vera decadenza. 
Qualcuno si trincera dietro un silenzio ottuso, altri (altre) non danno notizie di sé forse confidando nell’antico, nefasto effetto dell’assenza che è una vera aggressione. Bisogna aver molto amato una persona per diventarne nemico a tal punto.
Siamo un antico popolo di scaltri diplomatici, nessuno quanto noi è maestro nell’arte della mediazione, del conferire pesi differenti alle parole a seconda delle circostanze; siamo farmacisti, siamo alchimisti. Però, che meraviglia!
E invece no; tentiamo tristi braccio di ferro, ostentiamo indifferenza e fingiamo durezza, siamo inclini alla fuga, alla vigliaccheria, all’allontanamento.
No, è necessario parlare, anche quando le idee si fanno confuse (è di rapporti d’amore che stiamo trattando), quando si diventa differenti da noi stessi, peggiori, e non ci si riconosce più.
Anche quando si ritiene che “qualcuno” ci abbia rapinato, scippato il nostro sentimento, le idee migliori, i segreti e la vita, tutto. Eh no, cazzo! Bisogna riprendere in mano quei telefoni, volare ancora in macchina di notte da una città all’altra, se necessario, a combattere la mediocrità del silenzio, l’astio, l’orgoglio, la convinzione di avere in tutto ragione.
Ragione di che!? L’amore è sangue che scorre e che gonfia muscoli e vene, chi se ne frega dell’orgoglio, eppoi tutto finisce da sé senza bisogno che noi uomini e donne poveri diavoli ci diamo tanto da fare per squilibrare i pesi di quello che davvero vogliamo e sentiamo. Non si mettano contro, non diventino nemici almeno quelli che si amano (e lo sanno), non perdano tempo, non peggiorino e non diseduchino se stessi; abbiamo già fin troppe battaglie se non vere e proprie guerre da combattere fuori di noi stessi, nel mondo di tutti i giorni. 
Basta una telefonata notturna, una sorpresa, anche solo una parola, basterebbe una breve lettera se fossimo ancora capaci di scrivere e non lo siamo.
Un atto di ragionevolezza, un atto di umiltà, sarebbero così necessari. Sarebbe forse vero coraggio. Viviamo invece di atti di orgoglio, cioè di rinuncia; ci chiudiamo da soli alle spalle la porta della nostra cella e per maggior sicurezza ingoiamo la chiave.
Che stupidi, basterebbe parlare. Uomini e donne intendo, ragazzi e ragazze, in ogni tempo e luogo, in qualsiasi circostanza e senza reticenze né giustificazioni.
Non lo posso sopportare che due persone non si parlino.
Almeno quelli che si amano (e lo sanno) facciano qualcosa.

IVANO FOSSATI 

LA mediocrità del silenzio. 

E in una giornata in cui già non ce la fai di tuo, ti ritrovi davanti una cosa così…

Che fatica.

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